…EROI

questo testo e’ datato 1978 ma ancora cosi recente..lascio a voi l’idea di chi sia!!

Ed il tempo intanto crea eroi
mentre il sole brucia ancora per i cazzi suoi
e la terra grassa e ricca frutta gelosie
e la scuola insegna poesie.
Ci si gioca il tempo dentro i bar
e si prega un Dio digerendo i guai
tutto ciò è la vita amico e tu lottando vai
messaggero dei problemi tuoi.
Con le mani sporche di allegria
i bambini giocano coi sassi della via
ed i vecchi invecchiano davanti alla tivù
con la pipa ed uno scommettiamo in più.
Ed avanti ancora tra la nebbia e la follia
ed in tasca la democrazia
e alla gente povera rimanga l’onestà
a vantaggio di chi non ce l’ha
che comunque può comprarsela.

Ma restare pure calmi lì seduti al bar
con il vostro Dio, ed i vostri “piccoli guai”
No! non è successo niente la vostra casa è là
e nessuno ve la toccherà.

giocate con me ?

Ho avuto giorni migliori
ma casco in piedi
e tu ne sei fuori
è come un nuovo sapore
che mi fa ingordo
e senza ingrassare
ma resta lì dove sei
dove non ti sento
resta lì dove sai
dove ti dico
tu non fai più male
non ci contare
non fai più male
sappi che
tu non fai più male
devi sapere
che non fai più male
sappi che
ho preso le mie misure
sei anni luce da quella che eri
è un po’ che ti ho chiusa fuori
acqua che passa
e piova o non piova
resta lì dove sei dove non si sente
resta lì dove sai dove ti dico
tu non fai più male
non ci contare
non fai più male
sappi che
tu non fai più male devi sapere
che non fai più male
sappi che

Benvenuto Nabucco

Oggi non inseriro’ il solito aforisma  abituale

ma l’avvenimento per cui ora sto soffrendo di qualche dolore

dopo un anno esatto dalla mia iscrizione

con la mia maestra Daniela abbiamo fatto un cambio di cavallo.

Cosi questa mia bella avventura ha portato il sottoscritto

 ad un cavallo giovane grigio dal nome NABUCCO

un cavallo di notevoli dimensioni figlio di una campione italiano

 il quale ieri con tutta la semplicita’ di una foglia cadere

ed un lieve movimento della sua schiena come a grattarsi da un prurito

mi ha accomodato  molto lentamente sul terreno

presentandomi ad esso con una capriola che sembrava un inchino

Tutto cio’ per dir cosa

che in questo sport di solito si fa’ ammenda sorridendo anche doloranti

ed offrir un giro di pasticcini agli altri cavalieri

ma con voi non posso che regalare questa mia storia

ed  infine dirvi che per oggi.

Nabucco 1 Frans 0

p.s. speranzoso come nella Turandot di poter cantar

All’alba Vincero’..vincero’…vinceroooooooooo’

Frans220509

TODA JOIA 😀

giocate con me

You’re a falling star, You’re the get away car.
You’re the line in the sand when I go too far.
You’re the swimming pool, on an August day.
And You’re the perfect thing to see.

And you play your card, but it’s kinda cute.
Ah, When you smile at me you know exactly what you do.
Baby don’t pretend, that you don’t know it’s true.
Cause you can see it when I look at you.

[Chorus:]
And in this crazy life, and through these crazy times
It’s you, it’s you, You make me sing.
You’re every line, you’re every word, you’re everything.

You’re a carousel, you’re a wishing well,
And you light me up, when you ring my bell.
You’re a mystery, you’re from outer space,
You’re every minute of my everyday.

And I can’t believe, uh that I’m your man,
And I get to kiss you baby just because I can.
Whatever comes our way, ah we’ll see it through,
And you know that’s what our love can do.

[Chorus:]
And in this crazy life, and through these crazy times
It’s you, it’s you, You make me sing
You’re every line, you’re every word, you’re everything.

So, La, La, La, La, La, La, La
So, La, La, La, La, La, La, La

[Chorus:]
And in this crazy life, and through these crazy times
It’s you, it’s you, You make me sing.
You’re every line, you’re every word, you’re everything.
You’re every song, and I sing along.
Cause you’re my everything.
yeah, yeah

So, La, La, La, La, La, La, La
So, La, La, La, La, La, La, La

SE-kipling

SE
Rudyard Kipling


Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare – ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare – ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
– Trionfo e Disastro – quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all’azzardo, un’altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient’altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!

Rudyard Kipling

Indovinello ?

 Un castello nasconde un inestimabile tesoro, ma per entrare c’è solo un portone custodito da una guardia, la quale lascia passare soltanto chi risponderà in maniera corretta ad una sua domanda. Un ladro, accecato dall’enorme tesoro, si apparta vicino all’ingresso ed osserva cosa accade. Ad un certo punto arriva un cavaliere. La guardia gli dice: “sei”, ed il cavaliere risponde: “tre”. La guardia apre il portone e lo lascia passare. Arriva un secondo cavaliere. “otto” dice la guardia, “quattro” replica il cavaliere, lasciato quindi passare dalla guardia. Poi è il turno di un aristocratico: “dieci”, “cinque” ed l’aristocratico entra. Un vescovo: “dodici”, “sei” ed entra anch’egli.

Il ladro, ormai sicuro dei propri mezzi, si fa avanti convinto di sé. La guardia lo ferma e gli dice: “quattordici”, ed il ladro, fiero, risponde: “sette”. Improvvisamente la guardia estrae la spada e lo infligge uccidendolo. Cosa avreste risposto voi, nei panni del ladro, alla domanda “quattordici” della guardia?